Filastrocca impertinente
Gianni Rodari
Filastrocca impertinente
chi sta zitto non dice niente
chi sta fermo non cammina
chi va lontano non s’avvicina
chi si siede non sta ritto
chi va storto non va dritto
e chi non parte, in verità
in nessun posto arriverà
Da bambina (7/9 anni) ho mangiato pane e Rodari. Non è che leggessi la sua opera omnia, ma almeno 5-6 libri erano in ciclo continuo tra le mie mani, sotto ai miei occhi. A volte trovo sue citazioni che riconosco in un nanosecondo, quasi fossero mie invenzioni. Ho reminescenze tra le più disparate: i gemelli terribili Marco e Mirko, il cane che non sapeva abbaiare, l'acca in fuga, il pianeta degli alberi i Natale, il barone Lamberto che anzianissimo, grazie ad uno stratagemma molto più macchinoso di quello di Dorian Gray, ringiovaniva.
Mi dispiace molto e...vorrei poter fare qualcosa per rimediare, ma so che molte persone non conoscono la sua opera geniale e naif, limpida come una gazzosa, sensibile come un dente cariato, realistica come un mal di pancia da troppi bignè.
Il mio ricordo infantile legato alle opere di Rodari è quello di aver scoperto per la prima volta, leggendole, la possibilità della scelta come azione consapevole. Ho potuto scegliere di non sentirmi sola, anche se lo ero. Di non accettare la realtà che mi sembrava ingiusta. Di credere nel fato, negli incontri, nelle persone intorno a me, anche se non conoscevo nulla e nessuno. E tantissime volte grazie alla fantasia!
Scegliere, lo so, alle volte è un lusso che non a tutti è concesso e in questo senso so di essere stata molto fortunata, ma ora che siamo piuttosto grandi, scegliere è un approccio coraggioso e fiducioso che credo dobbiamo a noi stessi, che percorre trasversalmente sia le paure che le certezze, che passa come una cometa nella nostra vita e che credo meritiamo di vedere, riconoscere, rincorrere e cavalcare.
Tutto questo per dire che ho ripristinato il mio blog (il mio "burp", per gli amici) perché mi manca un po' la condivisione per il piacere della scoperta delle possibilità e, francamente, tra tante cose di cui potrei privarmi, questa NON E' UNA DI QUELLE!
La Filastrocca Impertinente con cui ho aperto le danze è , con estrema modestia, il mio manifesto. Ho trentaquattro anni, non sono una ragazzina, e tanto mi basta per poter dire che se ancora oggi mi sento legata a questa necessità, forse un motivo c'è e quello voglio perseguire. Quindi apro la nuova stagione del mio blog alla memoria di Gianni Rodari, nato sul Lago d'Orta e morto "quasi giovane" per una banalità ospedaliera, a Roma.
Grazie , Gianni!!!
